Il 2017 non è stato l’anno migliore per le nostre cooperative della produzione latte e derivati: abbiamo chiesto a Giancarlo Favaretto, neo coordinatore del Settore Lattiero Caseario, di spiegarci le cause di questa situazione e come si stanno muovendo le cooperative per affrontarla.
"Il calo dei fatturati è il risultato di una situazione di mercato difficile, legata da un lato all’aumento delle produzioni dopo la fine delle quote latte e dall’altro ai prezzi di vendita delle DOP (Grana e Asiago) che sono influenzati dalle quotazioni di borsa più basse rispetto agli scorsi anni.
Ma hanno influito negativamente anche cambiamenti di tipo culturale e sociale che stanno modificando le nostre abitudini alimentari portando a un calo dei consumi del latte e dei formaggi.
Da una parte abbiamo il calo di nascite (nel 2017 si conteggiano infatti 464mila nascite: dato che segna il nuovo minimo storico, dati Istat), che ha fatto perdere una grossa fetta del mercato, dall’altro lato si è assistito negli ultimi anni ad un aumento delle intolleranze alimentari, in particolare nei confronti di latticini e derivati che desta qualche perplessità. Secondo la Società Italiana di Allergologia Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC) infatti, ogni anno in Italia si eseguono circa 4 milioni di test per le intolleranze, con una spesa di 300 milioni di euro su cui ci sono dubbi circa l’attendibilità diagnostica, risultando positivi nove volte su dieci.
A fronte di un contesto sfavorevole va rilevato l’impegno della Regione Veneto nelle scuole, per riavvicinare i giovanissimi ad un alimento salutare qual è il latte con tutti i suoi derivati. Infatti la Regione, nell’ambito del programma di educazione alimentare “Latte nelle scuole”, in collaborazione con le Latterie Cooperative venete, porta per merenda delle confezioni di latte fresco, yoghurt e formaggi ai bambini spiegando loro, con l’aiuto di esperti nutrizionisti, i benefici di questo importante alimento.
Dal canto suo il Settore Latte in questi anni sta lavorando costantemente per garantire una qualità del prodotto sempre più certificata e trasparente: in Latteria ogni partita di latte che viene prodotto e commercializzato viene profondamente analizzato per verificare il rispetto dei parametri di qualità e che non vi sia presenza di sostanze chimiche, mentre in stalla i nostri soci lavorano incessantemente da anni per adeguare i propri allevamenti alle richieste di mercato e per rispettare il disciplinare approvato dalla comunità europea e dai Servizi veterinari europei, riducendo, ad esempio, l’uso di sostanze chimiche (farmaci).
Sempre di più stiamo cercando di diversificare le nostre produzioni per andare incontro alla necessità dei nostri consumatori e per una maggior tutela ambientale: per esempio stiamo incentivando la produzione di latte biologico e abbiamo in programma di avviare un'analisi delle produzioni BIO nel mondo delle cooperative lattiero-casearie venete.
Ci impegniamo ogni giorno a migliorare i nostri prodotti, senza mai dimenticare il mercato estero che tanto apprezza il made in Italy: l’export infatti rappresenta una fetta importante di sbocco per le nostre eccellenze, soprattutto Europa e Stati Uniti; Grana Padano e Parmigiano Reggiano restano due prodotti particolarmente apprezzati, soprattutto nei paesi dove non vengono utilizzate le nostre tecniche di stagionatura dei formaggi."